Esce alle porte dell'estate un piccolo approfondimento sulla misericordia dalla prospettiva psicologica, Psicologia e Misericordia di Stefano Parenti (Mimep-Docete, Pessano con Bornago 2017, 198 pp. 8 euro). Le dimensioni del volume e la leggerezza del linguaggio con cui è scritto, lo candidano a lettura "da ombrellone", benché l'argomento sia di massima profondità spirituale. Si è da poco concluso l'Anno Santo della Misericordia, e Parenti ne approfitta per verificare quali tracce esso abbia lasciato. Lo fa sia da una prospettiva professionale, sviluppando la psicodinamica della misericordia, sia ricorrendo ad esperienze personali, private e lavorative. Diviene così l'occasione per interrogare San Tommaso d'Aquino e Sant'Agostino, che l'autore eleva ad esponenti di spicco della psicologia, anche nell'ambito della clinica e della psicoterapia. Una tematica che potrebbe essere confinata nel particolare, quale la misericordia, grazie alla prospettiva antropologica adottata nel testo, diviene strumento essenziale per approfondire gli aspetti universali della psicologia umana e della vita cristiana.
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"Una psicologia medica cattolica deve essere una vera sintesi delle verità contenute nei sistemi già esistenti e inaccettabili visto il loro spirito di materialismo puro e le verità della filosofia e la teologia cattolica. Questo lavoro di sintesi non può essere compiuto che da persone istruite e nella medicina o psicologia e nella filosofia, e che possiedono una esperienza pratica e personale assai grande: cioè questo lavoro deve essere fatto da medici, specialisti di psichiatria, dunque da scienziati cattolici laici. (Rudolf Allers, 1936, lettera a P. Agostino Gemelli).
martedì 27 giugno 2017
domenica 18 giugno 2017
Così Freud ha cancellato la psicologia cristiana
Da Avvenire
Antonio Giuliano
venerdì 16 giugno 2017
Il culto della psicoanalisi ha finito per soppiantare secoli
di riflessione cattolica sulla psiche. Lo studioso Echavarría riscopre i
grandi maestri dell'anima.
Se c'è un campo del sapere che considera il cattolicesimo come una
pianta ostile questi è la psicologia. Non a caso gran parte delle
correnti psicologiche contemporanee sono contrarie a una visione
cristiana dell'uomo, come già denunciava Giovanni Paolo II anni fa.Un
pregiudizio che ha contribuito non solo alla crisi dell'uomo moderno, ma
ha finito per abbagliare gli stessi studiosi credenti: «I cattolici
impegnati nel mondo della psicologia hanno preferito anteporre la fede
per Freud o per qualche altro capo scuola al Magistero della Chiesa».
Così scrive lo psicologo Stefano Parenti nella prefazione a un libro
controcorrente Da Aristotele a Freud. Saggio di storia della psicologia (D'Ettoris
Editori, pagine 158, euro 14,90).L'autore è Martín F. Echavarría,
accademico spagnolo dell'Università di Barcellona e di Navarra che da
anni è impegnato a recuperare la grande tradizione antica e medievale
rifiutata dalla modernità con particolare riguardo alla lezione di
Tommaso d'Aquino.
venerdì 26 maggio 2017
Contemplazione e conoscenza mistica - Alessandro Beghini
“L’ultima
felicità non va ricercata in nessun’altra cosa che nell’esercizio
dell’intelletto, poiché nessun desiderio porta così in alto come il
desiderio di conoscere la verità. Infatti, tutti i nostri desideri, o
del piacere o di qualsiasi altro bene bramato dagli uomini, possono
anche acquietarsi in queste cose: ma questo desiderio non si acquieta
che in Dio, sommo cardine e creatore di tutte le cose” (Summa Contra Gentiles, III, c. 50 n. 6).
Alessandro Beghini, Contemplazione e conoscenza mistica – La dottrina di Tommaso d’Aquino nella Summa Contra Gentiles.
mercoledì 24 maggio 2017
Le ricadute patogene della #pornografia
Da CulturaCattolica.it
Continuiamo ad occuparci della pornografia, perché se ne parla poco, troppo poco.
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lunedì 22 maggio 2017
Pornografia: libertà o dipendenza?
Da CulturaCattolica.it
Sabato 6 Maggio 2017
Sabato 6 Maggio 2017
“Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro.
Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in
estate” (C. K. Chesterton, Eretici, Lindau, Torino 2010, p.
243).
La profezia di Chesterton, scritta ormai più di un secolo fa, si è
da tempo avverata. Dobbiamo argomentare per testimoniare che l’aborto e
l’eutanasia sono un omicidio. Che la vita gay è tutt’altro che “gaia”
come il mondo omosessualista tende a farci credere. Che il gender è una
ideologia e, checché ne dicano i ministri della repubblica, è ben
presente nella realtà italiana. Per non parlare della pedofilia, del
matrimonio “con se stessi”, de “l’amore” tra uomini ed animali, dei
poliamori, dei divorzi, ecc. “La grande marcia della distruzione
intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo”
concludeva il grande scrittore inglese. Tra le tante piaghe che
l’occidente secolarizzato sta trasformando in false virtù sotto l’egida
della libertà individuale, ce n’è una che passa più silenziosamente di
altre: la pornografia.
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domenica 14 maggio 2017
Il mio psicologo si chiama Gesù, presentazione - Carlo Nesti
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| Carlo Nesti |
Ci siamo già occupati del fenomeno editoriale Il mio psicologo si chiama Gesù di Carlo Nesti. In particolare, abbiamo riportato la bella introduzione che richiama San Tommaso e Rudolf Allers come maestri (dimenticati) della psicologia. Oggi torniamo ad interessarcene, perché Carlo Nesti, giornalista sportivo di lungo corso, ha presentato il suo libro a Torino proprio questa settimana, con una testimonianza davvero interessante. In essa scorgiamo una splendida umiltà, ed una semplicità d'animo tale da permettere all'autore di innamorarsi continuamente di Gesù e di testimoniarlo al mondo, anche al suo mondo, quello giornalistico, potremmo anche dire "borghese", "perbenista" e "politically correct" senza fanatismo, senza bigottismo, senza relativismo. Ci pare di scorgere in questa semplicità il motivo per cui Nesti, che non è uno psicologo, ben apprezzi il contributo di Rudolf Allers: è grazie ad una fedeltà semplice ed appassionata all'esperienza umana, quella per cui ci si rende conto che nulla basta, mentre il cuore desidera tutto, che si può scoprire "l'esperienza di Cristo Presente". E da lì, le verità che Allers e, dietro di lui San Tommaso e tanti altri Dottori e Padri della Chiesa, descrivono più e meglio degli psicologi contemporanei che, a quell'esperienza han deciso di rinunciare. In fondo, ed in questo ci ritroviamo con l'autore, la vita è semplice, così come lo dovrebbe essere la psicologia. Almeno quella che resta legata all'esperienza.
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lunedì 24 aprile 2017
Psicologia e cristianesimo: un ottimo libro ne ricostruisce i rapporti
Dal sito dell'Unione Cristiani Cattolici Razionali
11 aprile 2017
Un cristiano che voglia leggersi un buon libro di psicologia è costretto ad attuare una preventiva opera di discernimento. Deve valutare non solo i contenuti che l’autore propone, come è bene per qualsiasi tipo di lettura, ma anche le premesse, sovente implicite, che lo scritto porta con sé. Ovvero l’idea di uomo e di mondo che lo scrittore veicola attraverso le sue riflessioni.
A differenza di altri campi del sapere, in psicologia la concezione dell’uomo e della realtà costituisce un fondamento decisivo per lo sviluppo di qualsiasi discorso psicologico, ovvero sull’uomo e sulla realtà. Se, ad esempio, ritengo che le persone non siano altro che esseri poco più evoluti degli animali, descriverò i loro comportamenti come esito di dinamiche animalesche. L’amore sarà quindi il termine di un istinto, la famiglia la conseguenza di un impulso sessuale, l’amicizia una necessità utilitaristica di autoconservazione, ecc. È difficile trovare un buon libro di psicologia. Anche gli autori che si dichiarano cattolici corrono il rischio di veicolare idee aliene alla concezione cristiana dell’uomo poiché, consapevolmente o incoscientemente, approfonditamente o superficialmente, assumono le prospettive delle psicologie contemporanee.
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lunedì 17 aprile 2017
Chiesa e psicologia: se ne può parlare?
Dal sito Cultura Cattolica
Stefano Parenti replica a Mastrofini su «Chiesa e psicologia». Un confronto approfondito
Chiesa e psicologia: se ne può parlare?
Autore: Parenti, Stefano Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it E-mail: parentiste@yahoo.it
Stefano Parenti replica a Mastrofini su «Chiesa e psicologia». Un confronto approfondito
In un pomeriggio di ferie dello scorso Natale, costretto a cullare per la città il mio terzogenito da poco arrivato (pena: pianti e lacrime!), trovai rifugio dal freddo presso la biblioteca comunale. Dopo aver girovagato tra alcuni reparti d’interesse, l’occhio fu attirato da “Psicologia contemporanea”, una delle riviste di psicologia più divulgate. Solitamente evito tali letture, perché sono il veicolo di concezioni alquanto discutibili, al di là della facciata apparentemente “scientifica”. Il direttore del numero che presi tra le mani era ancora la celebre Anna Oliverio Ferraris, la quale ha più volte proposto ricostruzioni storiche opinabili nei confronti del cristianesimo e del medioevo. Ricordo, ad esempio, un suo libro in cui si trovano i seguenti giudizi: “Per quanto riguarda l’impegno nel mondo, la posizione dei primi cristiani assomiglia a quella dei filosofi stoici romani. […] Il valore infinito dell’individuo cristiano era direttamente connesso alla svalutazione delle cose di questo mondo [...]. Una tappa importante per l’impegno attivo dell’uomo nel mondo occidentale è rappresentata dalla riforma protestante, e in particolare dal ruolo svolto da Calvino (1509-1564). Con lui declina il dualismo presente fino a quel momento nel mondo occidentale cristiano [...]” (Anna Oliverio Ferraris, La ricerca dell’identità, Giunti, Firenze 2002, pp. 46-48). Nonostante, dunque, una certa diffidenza, non potei evitare d’interessarmi ad uno degli ultimi articoli del numero di maggio-giugno del 2016, dal titolo: “Chiesa, teologia, psicologia. I perché di un difficile dialogo”. Lo lessi cullando la carrozzina e poi ne richiesi una copia, per studiarlo con calma.
domenica 2 aprile 2017
Il mio psicologo si chiama Gesù - Carlo Nesti
"Chi non conosce Carlo Nesti?" - mi ha domandato retoricamente un amico. Io non lo conosco, o meglio, non lo conoscevo! Non sapevo che fosse lui il telecronista di tante partite della Nazionale di calcio. Sapevo, invece, che era l'autore di un libro che per tanto tempo ho addocchiato in libreria: Il mio psicologo si chiama Gesù. Ma anche per quanto riguarda il libro navigavo nell'ignoranza: pensavo fosse uno di quei testi, scritti da psicologi o sacerdoti, che mescolano (giustamente) spiritualità e psicologia, ma in modo confuso e criticabile. Niente di tutto ciò. Carlo Nesti non è uno psicologo, né un sacerdote, cioè non un addetto-ai-lavori, ma un giornalista tout-court. E il suo libro non propone né una psicologia spicciola, ridotta a banale consigliera di pratiche ascetiche ad essa indipendenti, né una direzione spirituale disincarnata. Si tratta, molto semplicemente, di ciò che il Vangelo dice a proposito di alcune parole (psicologiche) della vita quotidiana: pensieri, distacco, volontà, autostima, perdono, giudizio, paura, morte, spirito, amore e tante altre.
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venerdì 10 marzo 2017
Fondamenti per una psicoterapia della virtù - Craig Titus & Frank Moncher
Con il seguente articolo, concludiamo l'approfondimento sul modello dell'Institute for Psychological Science di Arlinghton, negli Stati Uniti. Anche se, ora, sarebbe più preciso chiamarlo il modello della Divine Mercy University, dal momento che l'istituto si è riorganizzato diventando parte di un'università più ampia, sempre di stampo Cattolico. Abbiamo constatato che l'impegno di questi ricercatori, tra di loro eterogenei, è rivolto ad una sintesi tra l'eredità filosofica e teologica della Chiesa, da una parte, e le prospettive della psicoterapia contemporanea, dall'altra. L'elemento unificatore da loro scelto è il pensiero di San Tommaso d'Aquino. Possiamo dunque ben "classificare" la loro proposta come "integrazionista" e non "assimilazionista", cioè fondata sui contenuti del Magistero più che sull'adesione ad una scuola psicologica contemporanea. Mentre l'assimilazionismo implica una fusione a freddo tra due concezioni fondamentalmente distanti, a discapito delle differenze reciproche, l'integrazionismo è l'incontro dell'antropologia cristiana con gli aspetti di verità contenuti nei sistemi di pensiero contemporanei, all'interno di un riconoscimento delle differenze - di storia, di obiettivi, di presupposti.
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venerdì 13 gennaio 2017
Psicologia della felicità e mistero nuziale
Il 2017 pare iniziare bene: prima l'uscita del libro di Martin F. Echavarria, da Aristotele a Freud, ora un incontro interamente dedicato alla psicologia da una prospettiva cristiana.
Il 18 e 19 Febbraio prossimi, ad Assisi presso l'Hotel Domus Pacis, si terrà il workshop dal titolo "Psicologia della felicità e mistero nuziale", rivolto principalmente a psicologi e psicoterapeuti, pedagogisti, filosofi e teologi, e più in generale a tutte le figure professionali che hanno a che fare con la salute mentale e la cura delle persone.
Il 18 e 19 Febbraio prossimi, ad Assisi presso l'Hotel Domus Pacis, si terrà il workshop dal titolo "Psicologia della felicità e mistero nuziale", rivolto principalmente a psicologi e psicoterapeuti, pedagogisti, filosofi e teologi, e più in generale a tutte le figure professionali che hanno a che fare con la salute mentale e la cura delle persone.
Il workshop è organizzato da Progetto Mistero Grande ed Ingannevole come l'Amore di cui il dot. Mimmo Armiento è il referente, coadiuvato da Monsignor Renzo Bonetti.
Parteciperanno come relatori Mons. Renzo Bonetti, Mimmo Armiento, Costanza Miriano, Claudio Risé, don Roberto Carelli e Stefano Parenti.
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martedì 13 dicembre 2016
Da Aristotele a Freud - Martin F. Echavarria
Il libro che ci apprestiamo a recensire rappresenta, probabilmente, uno dei riferimenti più importanti per ogni psicologo cattolico: Da Aristotele a Freud - Saggio di storia della psicologia, di Martin F. Echavarria (D'Ettoris Editori, Crotone 2016). Come più volte è stato sottolineato su questo blog, sono anni difficili per "il sapere", ovvero per la conoscenza delle cose in generale e dei fatti storici in particolare. Il relativismo tende a manipolare la verità esperienziale mentre il revisionismo storico, spesso nascosto come aggiornamento mediatico, omette, distorce, falsifica. Si pensi, ad esempio, alle fiction televisive, in cui diversi personaggi finiscono per apparire ben diversi da come furono realmente; ma anche alla revisione dei libri di testo attuata secondo la finalità "buona" di renderli maggiormente fruibili a degli studenti sempre meno motivati. La psicologia non è immune da tali fenomeni, anzi, più uno approfondisce e più emergono delle verità scomode.
lunedì 28 novembre 2016
Tommaso d'Aquino e la Psicologia Positiva - Craig Steven Titus
Dopo aver approfondito il contributo di Paul Vitz al modello dell'Institute for the Psychological Sciences di Arlington (recentemente divenuto parte della Divine Mercy University), ci concentriamo ora sul pensiero di un altro importante autore del medesimo gruppo: Craig Steven Titus. Già professore all'Università di Friburgo, ora insegna antropologia filosofica approfondendo il tema delle virtù in riferimento allo sviluppo emotivo e morale, focalizzandosi sulla psicologia della virtù ed integrando i dati provenienti dalle tre branche del sapere che si occupano di tali tematiche: la psicologia, la filosofia e la teologia. E' autore di diversi testi molto interessanti. In Resilience and the virtue of fortitude - Aquinas in dialogue with the psychosocial sciences (Catholic University of America Press, 2006) confronta il concetto di resilienza delle psicologie contemporanee con la virtù della fortezza descritta dall'Aquinate. Nei tre testi collettivi Philosophical psychology - Psychology, emotions and freedom (The IPS Press, 2009), The psychology of character and virtue (IPS Press, 2009) e Philosophical virtues and psychological strenghts - Building the bridge (Sophia Intitute Press, 2013) cura una visione d'insieme dell'umano in cui trovano spazio le virtù, la loro formazione, l'educazione ed anche la terapia. Cura anche la pubblicazione degli insegnamenti di Servais Pinckaers, OP, intitolati The Pinckaers reader - Renewing Thomistic Moral Theology (Catholic University of America Press, 2005), in cui si riprende la lezione dell'Aquinate sulla persona, nonché altri testi più squisitamente filosofici.
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giovedì 3 novembre 2016
Psicologia e culto di sé - Paul Vitz
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lunedì 3 ottobre 2016
PRESENTE E FUTURO DELLA PSICOLOGIA CRISTIANA - INTERVISTA A PAUL VITZ
Il contributo di Paul Vitz alla psicologia cattolica ha destato l'interesse di diversi studiosi, anche italiani. Nel 2012 la rivista Tredimensioni ha pubblica la traduzione di un'intervista a Vitz, apparsa precedentemente in lingua originale su Edification, primo giornale della Society for Christian Psychology. Si tratta di un testo semplice e ad ampio raggio, che ben ci permette di approfondire ulteriormente il pensiero di questo autore e, quindi, dell'indirizzo dell'Institute for the Psychological Science (IPS). Ringrazio Alessandro Manenti, direttore di Tredimensioni, per la concessione.
lunedì 19 settembre 2016
LA PSICOLOGIA IN RIPRESA - PAUL VITZ
giovedì 15 settembre 2016
LA CURA AL CONFINE - SEVESO 27-29 OTTOBRE 2016

Dal 27 al 29 Ottobre prossimi si svolgerà a Seveso il convegno degli Operatori Psicosociali dell'Associazione Medicina e Persona, in collaborazione con la Diocesi di Milano. Due anni fa, il precedente convegno ha ospitato il professor Martin F. Echavarria nella sessione di apertura (abbiamo pubblicato sul blog il suo intervento: "Soggetto umano e dimensione antropologica"). Il convegno di quest'anno si annuncia particolarmente interessante per due motivi. Il primo è il tema principale, che vuole riflettere sul "confine" che esiste tra il guaribile e l'inguaribile: il medico e lo psicoterapeuta è chiamato a prendersi cura solo degli aspetti guaribili, secondo una visione medicalista della restitutio ad integrum, oppure anche del fatto che vi sono condizioni inguaribili o che, pur guarendo, lasciano una traccia? Ovvero che esiste una "domanda di salvezza dentro la richiesta della salute", come ebbe a sintetizzare il Cardinale Angelo Scola che chiuderà proprio i lavori del convegno. Il secondo motivo consiste nel fatto che, come due anni fa, anche l'ambito della psicologia cattolica ha un suo spazio specifico, in particolare una sessione dal titolo: "Speranza e domanda di senso: il senso religioso nella cura e nella psicoterapia". L'obiettivo è di mettere a tema come il senso religioso interviene nell'ambito della terapia e, quindi, in che modo lo psicoterapeuta - sulla base di una sana antropologia preventivamente formulata - interviene nella prassi. Ospiti relatori il dot. Domenico Bellantoni, psicoterapeuta, e il dot. Carlo Alfredo Clerici, psichiatra. L'invito rivolto a tutti è di iscriversi e di partecipare! Di seguito il razionale del convegno e la sintesi della sessione. Iscrizioni. Brochure. Programma relazioni. Sessioni parallele.
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venerdì 3 giugno 2016
IL MODELLO DELL'IPS - PREMESSE TEOLOGICHE E FILOSOFICHE
L'articolo di questo mese rappresenta, in parte, una novità. Sin'ora ci siamo interessati a quegli autori che, direttamente, hanno tentato di ricucire la scissione esistente tra le psicologie contemporanee e la concezione cristiana dell'uomo. Il punto d'incontro che maggiormente, a nostro avviso, è rappresentativo dell'unità tra psicologia e cristianesimo abbiamo visto essere il contributo di Rudolf Allers, le cui prospettive sono state proposte su queste pagine (e continueranno ad esserlo anche in futuro). Allers rappresenta un punto nodale anche da una prospettiva temporale: il suo recupero della filosofia tomista costituisce il trait d'union tra il passato ed il presente, tra la riflessione bimillenaria della Chiesa e la contemporaneità. La scuola tomista, dunque, che in Allers ha il suo principale esponente d'inizio secolo nel versante della psicologia - e che annovera altri pensatori, come Magda Arnold, purtroppo sparsi qua e là nel mondo e non organizzati in un'unità (vedremo a tal proposito le vicende dell'Associazione di psicologia cattolica americana) - si è sviluppata negli anni recenti specialmente in America Latina, su impulso del prof. Ignacio Andereggen (si veda il suo articolo: San Tommaso, psicologo). Ad essa ci siamo riferiti in più occasioni, specialmente ricorrendo all'opera del professor Martin F. Echavarria, in grado di coniugare in una visione d'insieme gli aspetti teorici con quelli pratici (psicoterapia). La "scuola argentina", come più volte l'abbiamo titolata, non è però l'unica a riprendere i contributi di San Tommaso. Anche il gruppo dell'Insitute for Psychological Science, ad Arlington negli Stati Uniti, è da anni impegnato in una riflessione corale sull'integrazione tra l'antropologia cattolica e la psicoterapia. Tra gli autori più importanti dell'istituto figurano Paul Vitz, psicoanalista noto anche in Italia per il suo scritto critico - fondamentale - contro l'antropologia sottesa all'approccio umanistico (cfr. Psicologia e culto di sé, Dehoniane, Bologna), Cristian Brugger, firma dell'interessante Psicologia ed atropologia cristiana, e Steve Craig Titus, autore di alcuni testi che coniugano la pratica delle virtù con l'esercizio della psicoterapia (tra di essi, Resilience and the virtue of fortitude: Aquinas in Dialogue with the psychosocial sciences).
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venerdì 29 aprile 2016
POCO MENO DI UN ANGELO - ERMANNO PAVESI
Il libro del professor Ermanno Pavesi, psichiatra e docente universitario in Svizzera, è uno di quei testi che uno psicologo cattolico non può esimersi dal leggere e dal custodire gelosamente nella propria libreria. Poco meno di un angelo - L'uomo soltanto una particella della natura? (Edizioni D'Ettoris, Crotone 2016, 312 pp., 20,90 euro) ripercorre le vicende storico-filosofiche della medicina, ed in particolare di quella parte della medicina che s'interessa della psiche, la psicoterapia/psichiatria o cura dell'anima, sin dalle origini fino al tempo presente. Evidenziando le riletture storiche fallaci, specialmente degli autori dell'Umanesimo e della Riforma Protestante - Pavesi evidenzia una linea di pensiero della modernità che, attraverso gli autori del rinascimento prima e della modernità poi, conduce al determinismo biologista della contemporaneità. Si tratta di un determinismo che a volte è dichiaratamente materialista (si pensi all'estremizzazione dell'importanza del cervello - neuroni e neurotrasmettitori - a discapito della mente - intelletto e volontà) altre volte è spiritualista (l'inconscio, l'occultismo, ma anche l'astrologia - nel libro è sorprendente scoprire come quest'ultima non abbia mai smesso di esercitare una forte influenza sui teorici della medicina).
Ne pubblichiamo la Prefazione, scritta dal professore Mauro Ronco.
Ne pubblichiamo la Prefazione, scritta dal professore Mauro Ronco.
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venerdì 1 aprile 2016
Incorporare la filosofia in ogni corso di psicologia, e perché sia importante - Amy Fisher Smith
| Amy Fisher Smith |
Capita spesso d'incontrare un interlocutore che difende a spada tratta l'autonomia della psicologia dalla filosofia. "La psicologia è una scienza indipendente!" sostiene, magari aggrappandosi a qualche fonte autorevole, come il Legrenzi che, nel suo manuale di psicologia generale, fa propria l'idea secondo cui il laboratorio di Wundt a Lipsia rappresenti lo «spartiacque tra due millenni psicologia "filosofica" e centoventi anni di psicologia scientifica» (Legrenzi P., Psicologia generale, Il Mulino, Bologna 1996, p. 18). L'obiettivo può anche essere nobile: difendersi dalle cattive filosofie che, specialmente nella modernità, hanno introdotto delle concezioni mistificatorie dell'uomo e del cosmo. Per proteggersi da esse, la psicologia dev'essere scienza pura, autonoma, indipendente da qualsiasi influenza. Sul piano clinico tale concezione si declina nella ricerca di una neutralità massima: il terapeuta non deve consigliare, né guidare, né (a ben vedere) curare. Non si parla di valori (li si rispetta, si dice), non si entra nel merito delle scelte. Quando fronteggio una simile posizione, quasi sempre oppongo alla tesi sostenuta l'antitesi. Talvolta è la via più semplice, poiché l'indipendentismo e la neutralità prestano facilmente il fianco ad osservazioni paradossali. Proteggersi da una cattiva filosofia significa negare la filosofia stessa (principio rivoluzionario)? Verso un paziente che ha per mira il suicidio, il terapeuta (direttamente o indirettamente) non lo aiuta a modificare le proprie concezioni? E verso un omicida, un pedofilo, un sociopatico, il terapeuta non va alla ricerca delle cause di tali 'sintomi'? Altro che neutralità: che lo ammetta o non lo ammetta coscientemente, il terapeuta è animato nel suo compito da un giudizio di valore verso ciò che gli porta il paziente. Certamente non deve imporlo, ma non s'illuda d'evitare di proporlo...perché non è così (ed è bene che non lo sia, altrimenti cosa ci sta a fare?).
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