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"Una psicologia medica cattolica deve essere una vera sintesi delle verità contenute nei sistemi già esistenti e inaccettabili visto il loro spirito di materialismo puro e le verità della filosofia e la teologia cattolica. Questo lavoro di sintesi non può essere compiuto che da persone istruite e nella medicina o psicologia e nella filosofia, e che possiedono una esperienza pratica e personale assai grande: cioè questo lavoro deve essere fatto da medici, specialisti di psichiatria, dunque da scienziati cattolici laici. (Rudolf Allers, 1936, lettera a P. Agostino Gemelli).

mercoledì 3 dicembre 2014

L'AMORE E L'ISTINTO - RUDOLF ALLERS

Sul numero 21 di Études Carmélitaines (pagg. 90-124), Rudolf Allers pubblica L’amour et l’instinct - Étude psychologique. Siamo nel 1936, Allers vive ancora a Vienna ove l'influsso nazionalsocialista inizia a farsi sentire, seppure lontanamente. Trascorreranno ancora due anni prima che Hitler "annetterà" al Terzo Reich quella che fu la capitale dell'Impero Austriaco, lo stesso periodo in cui Allers si trasferirà negli Stati Uniti per insegnare "psicologia metafisica" alla Catholic University of America. L'attenzione di Allers si rivolge ad un panorama culturale che sino a pochi anni prima era immerso nel Cattolicesimo (come egli stesso ci racconta nello studio sulla Leggenda di Freud), e che da alcuni decenni subiva un processo di secolarizzazione e scristianizzazione, nonché l'influsso di gruppi culturali differenti (come l'ebraismo - Sigmund Freud e Viktor Frankl erano ebrei - e il protestantesimo, seppure in misura ridotta - Alfred Adler aderì al protestantesimo proprio a Vienna). Gli studi tomisti compiuti a Milano - che gli avevano permesso di approfondire l'intuizione maturata durante la Prima Guerra Mondiale, ovvero il fatto che la filosofia tomista costituisse il punto di partenza per l'edificazione di una psicologia in sintonia con la filosofia e la Rivelazione - maturano nelle pubblicazioni degli anni trenta, in cui Allers utilizza i principi aristotelico-tomisti per smascherare alcuni presupposti erronei allora imperanti nella cultura specialistica e popolare. La visione psicoanalista, che dopo una iniziale reprimenda stava pian piano imponendosi nel panorama della psichiatria europea, assieme all'espansione delle filosofie positiviste e marxiste, aveva contribuito a creare alcune credenze erronee circa l'amore e la relazione tra i sessi. La principale di esse era l'identificazione dell'amore con l'istinto o, meglio ancora, la supremazia dell'istinto sull'amore. Una concezione fuorviante che, nonostante la denuncia dei cattolici, ha preso sempre più piede nella cultura del dopoguerra, sino a giungere a quella "rivoluzione sessuale" che solamente la teologia del corpo di Giovanni Paolo II ha saputo pienamente analizzare e contrastare. Il presente testo anticipa e si colloca lungo la traiettoria che troverà in Amore e responsabilità (Marietti, 1980) e Uomo e donna lo creò (Città nuova, 1985) pieno sviluppo.

giovedì 11 settembre 2014

IL SOGGETTO E I PERCORSI DI CURA - Medicina e Persona

Assieme agli amici di Medicina e Persona, in particolare il gruppo degli operatori psico-sociali, abbiamo organizzato un convegno che mette a tema le persone (il soggetto) nell'ambito terapeutico (i percorsi di cura). Ci saranno tre sessioni, la prima delle quali vedrà la partecipazione del professor Martin F. Echavarria, i cui scritti di psicologia cattolica sono stati in parte tradotti e pubblicati su questo blog.

venerdì 11 luglio 2014

LA TERAPIA DELLE MALATTIE SPIRITUALI DI DON PAULO RICARDO AZAVEDO

E' stata una sorpresa imbattermi nelle lezioni sulle malattie spirituali di don Paulo Ricardo Azavedo Junior, sacerdote brasiliano attivo in diversi progetti d'evangelizzazione culturale. Riprendendo l'insegnamento dei Padri della Chiesa (in particolare Evagrio Pontico) padre Paulo introduce in pochi minuti le cosiddette malattie spirituali e la loro terapia. Dalle sue parole si evince che il tema è di per sè abbastanza semplice: la philautia, o superbia, "l'amore di sé contro di sé", è il segno distintivo della natura umana decaduta, ossia della scelta di rivoltarsi contro l'ordine creato da Dio e Dio stesso, il peccato originale. Da essa derivano altri atteggiamenti, come la gastrimargia (o gola), la filargiria (o avarizia) e la cenodossia (o orgoglio). I Padri insegnano che per ogni malattia spirituale esiste una specifica terapia: continenza, temperanza, altruismo, umiltà, ecc. Ce n'è abbastanza per una vera e propria psicologia, in barba a chi dice che lo studio della mente nasce con Freud o con i laboratori di psicofisica. Ed è proprio nella congiuntura con la psicologia contemporanea che, a mio avviso, il discorso si fa più complesso: poiché la modernità ha operato una frattura ed una censura nei confronti del sapere medievale che risulta difficile l'integrazione tra la psicologia dei Padri della Chiesa e le concezioni contemporanee. Spetta agli psicologi cattolici recuperare questo prezioso contributo ed armonizzarlo con la odierna terapia. Per fortuna su questo tema specifico si sono già cimentati alcuni autori, come Jean-Calude Larchet, di cui in italiano sono disponibili l'imperdibile "L'inconscio spirituale" ed il corposo "Terapia delle malattie spirituali", ed il prolifico Anselm Grun, il quale ha edito un libricino semplice e riassuntivo che tratta più o meno degli stessi temi, con riferimenti junghiani: "Per vincere il male".Ringrazio padre Paulo per l'autorizzazione a riprendere i video nel nostro blog.


mercoledì 11 giugno 2014

LA CONOSCENZA VERA NELLA VITA PERSONALE, NELLA PSICOLOGIA E NELLA PSICOTERAPIA - MARTIN F. ECHAVARRIA


A conclusione del percorso sull'antropologia filosofica sviluppato nella "trilogia" di Rudolf Allers sulla vis cogitativa, pubblichiamo un bell'articolo del prof. Martin F. Echavarria, direttore del dipartimento di psicologia dell'università Abat Oliba di Barcellona. Seguace del pensiero allersiano e psicologo tomista, Echavarria approfondisce un concetto estremamente importante: l'esperienza. Che cos'è l'esperienza? Quando si "fa" esperienza? "Il concetto di esperienza è provare giudicando", dice Luigi Giussani (in Savorana A., Vita di don Giussani, Rizzoli, Milano 2013, pag. 762). Ma come si formula questo giudizio? Come si giunge a valutare la prova? La contemporaneità riduce l'esperienza al "sentire", al "provare". Molti genitori consigliano ai figli di "provare...provare...provare". Ma agire non implica il capire, cioè il cogliere l'utilità o la convenienza di un'azione per la propria vita.

mercoledì 30 aprile 2014

LA CONOSCENZA INTELLETTIVA DEI PARTICOLARI - RUDOLF ALLERS

Rudolf Allers
La conoscenza intellettiva dei particolari conclude il percorso in tre parti iniziato con La vis cogitativa e la valutazione e proseguito con L'aspetto cognitivo delle emozioni. Una trilogia di Rudolf Allers (a cui seguirà un articolo del professor Martin F. Echavarria sulla conoscenza vera in psicologia, che ne rappresenta la continuazione) che testimonia l'importanza della filosofia tomista, se non l'imprescindibilità, per una psicologia non solo pienamente cattolica, ma compiutamente laica e razionale.

mercoledì 1 gennaio 2014

CURARSI CON SAN TOMMASO - TAVOLA ROTONDA CON ROBERTO MARCHESINI, GIOVANNI CAVALCOLI, STEFANO PARENTI, CONDUCE ANDREA MORIGI

La psicologia cattolica suscita interesse? È una domanda che mi sono posto spesso nel corso degli ultimi anni, specialmente di fronte a quei colleghi con cui condivido l'appartenenza alla Chiesa e che mi guardano attoniti quando gli parlo di Rudolf Allers, di Pio XII, della psicologia aristotelico-tomista. Come se fosse solo un approfondimento culturale accessorio e non, invece, un punto di partenza imprescindibile e per la riflessione teorica e, soprattutto, per la pratica clinica. Sono rimasto sorpreso allora della tavola rotonda di domenica 17 Novembre a cui sono stato invitato. Il titolo è Curarsi con san Tommaso e si è svolta ai microfoni di Radio Maria. Focus del discorso: la presentazione dei due libri di Roberto Marchesini La Psicologia e San Tommaso d'Aquino e Psicologia e Cattolicesimo, di cui ci siamo occupati direttamente qui sul blog. La tavola rotonda, a cui hanno partecipato - oltre al sottoscritto - Roberto Marchesini e Padre Giovanni Cavalcoli dell'Ordine dei Predicatori, si è in realtà ampliata rispetto al resoconto dei libri, ed ha abbracciato il pensiero di San Tommaso in linea generale e le applicazioni della sua psicologia alla psicologia e psicoterapia contemporanea. Il mio stupore, come dicevo, è stato triplice: da una parte l'interesse di una radio, e di una radio così importante, per il nostro tema, quasi sempre relegato negli ambiti istituzionali e formali; dall'altra una curiosità specifica per il blog, in quanto strumento di divulgazione "adulta" dei contenuti; da un'altra parte ancora l'esito che la discussione ha prodotto, testimoniato dalle numerose telefonate durante la trasmissione e dai contatti avvenuti dopo. 
Dal momento che alcune persone comunicano di non aver ascoltato la tavola rotonda interamente, e che per accedervi dal sito di Radio Maria è necessario conoscerne gli estremi, ho deciso di riprodurre la registrazione (con il permesso di Radio Maria) così che possa essere fruibile a tutti. La consiglio vivamente, anche nella parte dedicata alle domande del pubblico, alcune davvero molto azzeccate.
Ringrazio Roberto Marchesini ed Andrea Morigi per l'invito e la disponibilità.

Prima parte
1. Introduzione di Andrea Morigi
2. Roberto Marchesini interviene sull'antropologia nelle psicologie
3. Padre Cavalcoli descrive la psicologia di San Tommaso
4. Stefano Parenti parla del blog Psicologia e Cattolicesimo
5. Roberto Marchesini presenta i lavori di Conrad Baars e collaboratori
6. Stefano Parenti presenta Rudolf Allers ed il suo contributo alla psicologia cattolica
7. Padre Cavalcoli spiega perchè la psicologia sia uno strumento utile ai religiosi

Seconda parte
Domande del pubblico.
8. C'è un rischio di razionalismo e di ideologia nella psicologia tomista?
9. Sulla nevrosi
10. Sui libri di Allers
11. Il concetto di persona
12. La sessualità
13. Cristoterapia, la conversione è terapeutica?
14. Le preconcezioni antropologiche nella psicologia
15. L'uomo tende a Dio, è l'unica risposta