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"Una psicologia medica cattolica deve essere una vera sintesi delle verità contenute nei sistemi già esistenti e inaccettabili visto il loro spirito di materialismo puro e le verità della filosofia e la teologia cattolica. Questo lavoro di sintesi non può essere compiuto che da persone istruite e nella medicina o psicologia e nella filosofia, e che possiedono una esperienza pratica e personale assai grande: cioè questo lavoro deve essere fatto da medici, specialisti di psichiatria, dunque da scienziati cattolici laici. (Rudolf Allers, 1936, lettera a P. Agostino Gemelli).

lunedì 3 ottobre 2016

PRESENTE E FUTURO DELLA PSICOLOGIA CRISTIANA - INTERVISTA A PAUL VITZ

Il contributo di Paul Vitz alla psicologia cattolica ha destato l'interesse di diversi studiosi, anche italiani. Nel 2012 la rivista Tredimensioni ha pubblica la traduzione di un'intervista a Vitz, apparsa precedentemente in lingua originale su Edification, primo giornale della Society for Christian Psychology. Si tratta di un testo semplice e ad ampio raggio, che ben ci permette di approfondire ulteriormente il pensiero di questo autore e, quindi, dell'indirizzo dell'Institute for the Psychological Science (IPS). Ringrazio Alessandro Manenti, direttore di Tredimensioni, per la concessione.


lunedì 19 settembre 2016

LA PSICOLOGIA IN RIPRESA - PAUL VITZ

Continuiamo lo studio del modello di psicologia cattolica proposto dall'Institute for the Psychological Science con un articolo del suo autore più celebre: Paul Vitz. Professore emerito di psicologia alla New York University, Vitz è particolarmente noto per la sua critica alla psicologia umanista pubblicata alla fine degli anni settanta ed edita in italiano col titolo di "Psicologia e culto di sé", Edizioni Dehoniane di Bologna. Si tratta di un testo particolarmente importante poiché analizza le psicologie di Abraham Maslow, Carl Rogers, Erich Fromm e Rollo May da una prospettiva filosofica e cristiana, evidenziando come la corrente umanistica crei, nei fatti, una nuova religione: il culto del sé. Alla fine degli anni ottanta, da cristiano, scrive un libro sull'inconscio in Sigmund Freud. Nel duemila è autore di un saggio contro l'ateismo, Faith of the fatherless: the psychology of atheism. Negli ultimi anni ha contribuito attivamente col gruppo dell'IPS, avvicinandosi alla psicologia positiva e la riscoperta delle virtù di Martin Seligman e colleghi. L'aspetto più significativo dei suoi contributi è il richiamo costante al cristianesimo. "La psicologia in ripresa" (edito nel 2005 su First Things) è uno degli articoli/interviste più significativi e riassuntivi del suo pensiero.

giovedì 15 settembre 2016

LA CURA AL CONFINE - SEVESO 27-29 OTTOBRE 2016



Dal 27 al 29 Ottobre prossimi si svolgerà a Seveso il convegno degli Operatori Psicosociali dell'Associazione Medicina e Persona, in collaborazione con la Diocesi di Milano. Due anni fa, il precedente convegno ha ospitato il professor Martin F. Echavarria nella sessione di apertura (abbiamo pubblicato sul blog il suo intervento: "Soggetto umano e dimensione antropologica"). Il convegno di quest'anno si annuncia particolarmente interessante per due motivi. Il primo è il tema principale, che vuole riflettere sul "confine" che esiste tra il guaribile e l'inguaribile: il medico e lo psicoterapeuta è chiamato a prendersi cura solo degli aspetti guaribili, secondo una visione medicalista della restitutio ad integrum, oppure anche del fatto che vi sono condizioni inguaribili o che, pur guarendo, lasciano una traccia? Ovvero che esiste una "domanda di salvezza dentro la richiesta della salute", come ebbe a sintetizzare il Cardinale Angelo Scola che chiuderà proprio i lavori del convegno. Il secondo motivo consiste nel fatto che, come due anni fa, anche l'ambito della psicologia cattolica ha un suo spazio specifico, in particolare una sessione dal titolo: "Speranza e domanda di senso: il senso religioso nella cura e nella psicoterapia". L'obiettivo è di mettere a tema come il senso religioso interviene nell'ambito della terapia e, quindi, in che modo lo psicoterapeuta - sulla base di una sana antropologia preventivamente formulata - interviene nella prassi. Ospiti relatori il dot. Domenico Bellantoni, psicoterapeuta, e il dot. Carlo Alfredo Clerici, psichiatra. L'invito rivolto a tutti è di iscriversi e di partecipare! Di seguito il razionale del convegno e la sintesi della sessione. Iscrizioni. Brochure. Programma relazioni. Sessioni parallele.

venerdì 3 giugno 2016

IL MODELLO DELL'IPS - PREMESSE TEOLOGICHE E FILOSOFICHE

L'articolo di questo mese rappresenta, in parte, una novità. Sin'ora ci siamo interessati a quegli autori che, direttamente, hanno tentato di ricucire la scissione esistente tra le psicologie contemporanee e la concezione cristiana dell'uomo. Il punto d'incontro che maggiormente, a nostro avviso, è rappresentativo dell'unità tra psicologia e cristianesimo abbiamo visto essere il contributo di Rudolf Allers, le cui prospettive sono state proposte su queste pagine (e continueranno ad esserlo anche in futuro). Allers rappresenta un punto nodale anche da una prospettiva temporale: il suo recupero della filosofia tomista costituisce il trait d'union tra il passato ed il presente, tra la riflessione bimillenaria della Chiesa e la contemporaneità. La scuola tomista, dunque, che in Allers ha il suo principale esponente d'inizio secolo nel versante della psicologia - e che annovera altri pensatori, come Magda Arnold, purtroppo sparsi qua e là nel mondo e non organizzati in un'unità (vedremo a tal proposito le vicende dell'Associazione di psicologia cattolica americana) - si è sviluppata negli anni recenti specialmente in America Latina, su impulso del prof. Ignacio Andereggen (si veda il suo articolo: San Tommaso, psicologo). Ad essa ci siamo riferiti in più occasioni, specialmente ricorrendo all'opera del professor Martin F. Echavarria, in grado di coniugare in una visione d'insieme gli aspetti teorici con quelli pratici (psicoterapia). La "scuola argentina", come più volte l'abbiamo titolata, non è però l'unica a riprendere i contributi di San Tommaso. Anche il gruppo dell'Insitute for Psychological Science, ad Arlington negli Stati Uniti, è da anni impegnato in una riflessione corale sull'integrazione tra l'antropologia cattolica e la psicoterapia. Tra gli autori più importanti dell'istituto figurano Paul Vitz, psicoanalista noto anche in Italia per il suo scritto critico - fondamentale - contro l'antropologia sottesa all'approccio umanistico (cfr. Psicologia e culto di sé, Dehoniane, Bologna), Cristian Brugger, firma dell'interessante Psicologia ed atropologia cristiana, e Steve Craig Titus, autore di alcuni testi che coniugano la pratica delle virtù con l'esercizio della psicoterapia (tra di essi, Resilience and the virtue of fortitude: Aquinas in Dialogue with the psychosocial sciences).

venerdì 29 aprile 2016

POCO MENO DI UN ANGELO - ERMANNO PAVESI

Il libro del professor Ermanno Pavesi, psichiatra e docente universitario in Svizzera, è uno di quei testi che uno psicologo cattolico non può esimersi dal leggere e dal custodire gelosamente nella propria libreria. Poco meno di un angelo - L'uomo soltanto una particella della natura? (Edizioni D'Ettoris, Crotone 2016, 312 pp., 20,90 euro) ripercorre le vicende storico-filosofiche della medicina, ed in particolare di quella parte della medicina che s'interessa della psiche, la psicoterapia/psichiatria o cura dell'anima, sin dalle origini fino al tempo presente. Evidenziando le riletture storiche fallaci, specialmente degli autori dell'Umanesimo e della Riforma Protestante - Pavesi evidenzia una linea di pensiero della modernità che, attraverso gli autori del rinascimento prima e della modernità poi, conduce al determinismo biologista della contemporaneità. Si tratta di un determinismo che a volte è dichiaratamente materialista (si pensi all'estremizzazione dell'importanza del cervello - neuroni e neurotrasmettitori - a discapito della mente - intelletto e volontà) altre volte è spiritualista (l'inconscio, l'occultismo, ma anche l'astrologia - nel libro è sorprendente scoprire come quest'ultima non abbia mai smesso di esercitare una forte influenza sui teorici della medicina).
Ne pubblichiamo la Prefazione, scritta dal professore Mauro Ronco.

venerdì 1 aprile 2016

Incorporare la filosofia in ogni corso di psicologia, e perché sia importante - Amy Fisher Smith

Amy Fisher Smith
Capita spesso d'incontrare un interlocutore che difende a spada tratta l'autonomia della psicologia dalla filosofia. "La psicologia è una scienza indipendente!" sostiene, magari aggrappandosi a qualche fonte autorevole, come il Legrenzi che, nel suo manuale di psicologia generale, fa propria l'idea secondo cui il laboratorio di Wundt a Lipsia rappresenti lo «spartiacque tra due millenni psicologia "filosofica" e centoventi anni di psicologia scientifica» (Legrenzi P., Psicologia generale, Il Mulino, Bologna 1996, p. 18). L'obiettivo può anche essere nobile: difendersi dalle cattive filosofie che, specialmente nella modernità, hanno introdotto delle concezioni mistificatorie dell'uomo e del cosmo. Per proteggersi da esse, la psicologia dev'essere scienza pura, autonoma, indipendente da qualsiasi influenza. Sul piano clinico tale concezione si declina nella ricerca di una neutralità massima: il terapeuta non deve consigliare, né guidare, né (a ben vedere) curare. Non si parla di valori (li si rispetta, si dice), non si entra nel merito delle scelte. Quando fronteggio una simile posizione, quasi sempre oppongo alla tesi sostenuta l'antitesi. Talvolta è la via più semplice, poiché l'indipendentismo e la neutralità prestano facilmente il fianco ad osservazioni paradossali. Proteggersi da una cattiva filosofia significa negare la filosofia stessa (principio rivoluzionario)? Verso un paziente che ha per mira il suicidio, il terapeuta (direttamente o indirettamente) non lo aiuta a modificare le proprie concezioni? E verso un omicida, un pedofilo, un sociopatico, il terapeuta non va alla ricerca delle cause di tali 'sintomi'? Altro che neutralità: che lo ammetta o non lo ammetta coscientemente, il terapeuta è animato nel suo compito da un giudizio di valore verso ciò che gli porta il paziente. Certamente non deve imporlo, ma non s'illuda d'evitare di proporlo...perché non è così (ed è bene che non lo sia, altrimenti cosa ci sta a fare?). 

martedì 8 marzo 2016

PSICOLOGIA E VITA CRISTIANA - di WENCESLAO VIAL

Riportiamo la bella recensione che il prof. Franco Poterzio, ricercatore presso la Clinica Psichiatrica dell'Università di Milano, ha dedicato a Psicologia e vita cristiana (Edizioni Università della Santa Croce, Roma 2015) di Wenceslao Vial, docente di Psicologia e vita cristiana presso la Pontificia Università della Santa Croce. Pubblicata su Studi Cattolici (n° 658, dicembre 2015, pp. 878-880), si ringrazia l'editore per la concessione.

domenica 14 febbraio 2016

CRISTO E LA SUA RELAZIONE CON LA PSICOLOGIA - di IGNACIO ANDEREGGEN

Tra qualche mese festeggeremo sei anni di attività. Abbiamo iniziato la nostra avventura da un sentimento d'insoddisfazione: nessuna delle psicologie contemporanee pare adeguata a descrivere sufficientemente l'uomo, particolarmente la persona sofferente ed affetta da disturbo psichico. Molte di esse, inoltre, propongono delle terapie che sembrano contrastare l'ontologia e la morale cristiana. L'adozione indiscriminata delle psicologie contemporanee da parte dello psicologo che si professa cattolico genera una pericolosa scissione: la vita di fede da una parte, la vita professionale dall'altra. 
Abbiamo così iniziato a contrastare tali tendenze recuperando l'eredità del Magistero e della cultura cristiana, in particolare la filosofia tomista. Seguendo l'esempio di alcuni precursori - come Rudolf Allers - e di chi ci precede in quest'opera - come Ignacio Andereggen, Martin Echavarria ed altri - abbiamo portato alla luce le antropologie sottese ai vari sistemi di pensiero contemporanei, per coglierne valori e limiti. Sintetizzando le verità presenti in essi con la filosofia tomista, abbiamo iniziato a costruire una vera e propria psicologia cristiana, benché - ne siamo consapevoli - essa attenda ancora gran parte della sua edificazione.

giovedì 1 ottobre 2015

ARISTOTELE, SAN TOMMASO D'AQUINO E LA PSICOLOGIA CLINICA - di Roberto Marchesini

Come presentazione e recensione dell'ultimo testo scritto da Roberto Marchesini sul rapporto tra la psicologia clinica (psicoterapia) e la psicologia tomista viene pubblicata la presentazione (pp. 7-26) scritta da Stefano Parenti. Il teso risulta particolarmente significativo poiché descrive l'utilità della psicologia tomista nella praticità e concretezza del lavoro clinico. Di seguito si riporta l'indice del volume. Si ringrazia l'editore per la concessione della riproduzione.
Titolo: Aristotele, san Tommaso d'Aquino e la psicologia clinica
Autore: Roberto Marchesini
Editore: D'Ettori, Crotone
Anno 2015, pp. 126, prezzo12,90 euro
Indice: 1. La psicologia di padre Brown; 2. Della paura; 3. Dell'ansia e degli attacchi di panico; 4. Dell'autostima (o umiltà); 5. Della dipendenza affettiva (o rispetto umano); 6. Del cordone ombelicale; 7. Del perdono; 8. Delle fantasie sessuali; 9. Del dare e dell'avere; 10. Degli abiti, o dei vizi e delle virtù; 11. Delle dipendenze; 12. Piccola apologia della libertà; 13. Elogio dell'incoerenza; 14. De aegritudo animae thomistico metodo; 15. Principi (aristotelico)-tomisti e loro applicazione clinica.

venerdì 7 agosto 2015

LA PSICOLOGIA E L'IMMAGINE DELL'UOMO - MAGDA B. ARNOLD


Rudolf Allers è stato probabilmente il più importante psicologo cattolico del XX secolo. La sua profonda curiosità per l'umano, destata dal lavoro di medico e di ricercatore, lo aveva spinto a cercare una teoria della psiche - normale e patologica - che non fosse ridotta dalle filosofie positivistiche del suo tempo. E' così giunto al tomismo, scoprendone le potenzialità in quanto fondamento filosofico di una psicologia integrale dell'uomo. Il professor Allers, però, non è stato l'unico psicologo cattolico ad aver adottato la filosofia perennis come fondamento del proprio operare: sino agli anni cinquanta del secolo scorso erano numerosi gli psicologi che conoscevano profondamente i postulati della filosofia tomista e da essi attingevano per confrontarsi con le impostazioni a sé circondanti. In particolare negli Stati Uniti diversi gruppi di lavoro si fondavano sull'antropologia tomista. Uno dei nomi più noti, ed a mio avviso uno dei più interessanti, è quello di Magda B. Arnold.

lunedì 20 luglio 2015

LA CONOSCENZA INTEGRALE DELL'UOMO: ANIMA E CORPO - Mons. Pardini

Psicologia, da una parte, e realtà cristiana, dall'altra, si sono spesso guardati in "cagnesco", come ebbe a dire Roberto Marchesini nell'introduzione a Psicologia e Cattolicesimo di Rudolf Allers (D'Ettoris, Crotone, 2009). Basti pensare a cosa Freud diceva della religione ed a quanto il suo pensiero sia subentrato nella mentalità contemporanea. E questo è solamente l'esempio più semplice che si possa fare. Il risultato è che oggigiorno lo psicologo cattolico si trova spaesato in una marea di modelli clinici dalla dubbia bontà antropologica e, di conseguenza, rischia di vivere una forte scissione tra la propria vita - edificata sul riconoscimento di Cristo - e la prassi terapeutica - costruita sui pilastri dei "maestri" di scuola. Le università cattoliche sono sovente cattoliche solo nel nome. I contributi volti a ridurre lo spazio di tale ferita sono scarsi, e scarsamente interessanti. A onor del vero l'unità tra psicologia e cristianesimo, sotto varie forme, è stata parzialmente raggiunta ad opera degli operatori pastorali i quali si sono rivolti alla psicologia per cogliere di più e meglio l'uomo quale obiettivo del proprio operare.

lunedì 1 giugno 2015

ALCUNI RILIEVI SULLE NOZIONI DI "FRUSTRAZIONE", "ADATTAMENTO" E "CONFLITTO" - RUDOLF ALLERS


Alcuni rilievi sulle nozioni di “frustrazone”, “adattamento” e “conflitto” è uno degli articoli più sintetici ed al contempo più profetici di Rudolf Allers. Edito su “Orientamenti pedagogici” (Anno IV – Numero 1) nel lontano 1957 – un momento storico in cui la storia della Chiesa ed il latino erano materie di studio nelle scuole di ogni ordine e grado, i cristiani riempivano le piazze, le chiese e gli oratori, i pensatori ed i politici che si ispiravano al Magistero erano maggioranza nel paese ed occupavano un posto di rilievo nel panorama culturale e sociale mondiale – l’articolo denuncia la presenza di una «concezione relativistica» negli ambiti educativi, ovvero di una filosofia che «nega che ci siano criteri oggettivi e immutabili secondo i quali giudicare la qualità della situazione o delle idee che governano la condotta». Questa «concezione» può essere «ammessa apertamente» ma anche «implicitamente», ovvero nascondersi al di sotto delle azioni comuni e quotidiane, senza neppure essere percepita o coscientemente riconosciuta.

mercoledì 18 marzo 2015

SOGGETTO UMANO E DIMENSIONE ANTROPOLOGICA - MARTIN F. ECHAVARRIA


Dal 16 al 18 Ottobre 2014, l'associazione Medicina e Persona ha organizzato il convegno: Il soggetto ed i percorsi di cura, a cui ha partecipato il professore Martin F. Echavarria. La sua relazione, Soggetto umano e dimensione antropologica, che a breve sarà pubblicata assieme agli atti del convegno, è una lezione magistrale sull'utilità di un approccio "ispirato dall'antropologia di san Tommaso d'Aquino" per la psicologia teorica e pratica. Martin F. Echavarria è il direttore del dipartimento di psicologia presso l'Università Abat Oliba di Barcellona, autore di cinque importanti testi di psicologia cattolica e di numerosi articoli di ineguagliabile valore per chi desidera addentrarsi nella ricomposizione della frattura tra psicologia contemporanea ed antropologia (filosofia) cattolica. Senza alcun dubbio è attualmente uno dei più importanti esponenti della psicologia cattolica del mondo. Lo ringrazio infinitamente per il suo lavoro e la sua vicinanza al nostro impegno. 

sabato 7 marzo 2015

LO PSICOLOGO RUDOLF ALLERS - UNIONE CRISTIANI CATTOLICI RAZIONALI

Il 7 Marzo scorso, il sito dell'Unione dei Cristiani Cattolici Razionali - un gruppetto di amici universitari che ha fatto della razionalità della fede la propria bandiera, riconoscendo nella crisi o riduzione del concetto di ragione uno dei problemi principali della modernità ed in particolare della coscienza della fede (quante volte abbiamo sentito le espressioni diffuse, quanto erronee, "non ho la fede", "ho perso la fede", "è vero solo se hai fede", ecc.?) - pubblica un bell'articoletto su Rudolf Allers ed il suo pensiero: Lo psicologo Rudolf Allers: "l'unico libero dalla nevrosi è l'uomo che accetta di essere creatura". Lo riportiamo qui sotto ringraziando gli autori.

martedì 10 febbraio 2015

ARIDITA' SINTOMO E ARIDITA' STADIO - di RUDOLF ALLERS

L'incontro con Rudolf Allers è stato per me estremamente importante, poiché il suo contributo getta le fondamenta per la costruzione di un ponte in grado di collegare lo iato esistente tra le psicologie contemporanee e l'antropologia cristiana. La sua proposta di "recupero" della filosofia tomista riguarda sia gli ambiti puramente teoretici, ovvero di antropologia filosofica e di psicologia generale, sia pratici, cioè di clinica e di teoria della clinica. Però, mentre non mancano nel corpus allersiano le pagine spese in ambito filosofico, così come le riflessioni sulla teoria della clinica, i "casi" - se così si può dire - direttamente riferiti sono invece sporadici e limitati. Fatta eccezione per alcuni articoli scritti nei primi anni di lavoro a Vienna, e tutt'ora ignoti al pubblico italiano poiché di lingua tedesca, dopo il trasferimento negli Stati Uniti Rudolf Allers ha condiviso molto poco dei suoi trattamenti coi pazienti, nonostante la sua attività terapeutica fosse perdurata sino a pochi anni dalla morte. L'articolo Aridité symptom et aridité stade, pubblicato sul numero 22 di Etudes Carmelitaines nel 1937 (pag. 132-153) copre parzialmente la lacuna. In esso troviamo la descrizione di quattro pazienti conosciuti e seguiti da Allers.

sabato 24 gennaio 2015

PER UNA #PSICOLOGIA RINNOVATA

Venerdì 16 Gennaio 2015, il neo-quotidiano La Croce pubblica una mia lettera inerente la Psicologia Cattolica, titolandola "Per una #psicologia rinnovata" e dandole ampio spazio a pagina 6. La riportiamo con gratitudine al direttore Mario Adinolfi.

ALLERS, L'ALTERNATIVA A FREUD - L'AVVENIRE

L'otto luglio della scorsa estate, ovvero nell'anno 2014, il quotidiano italiano Avvenire pubblica un interessante articolo su Rudolf Allers, redatto da Antonio Giuliano. Ringraziando l'autore per una capacità di sintesi e di immediatezza efficaci, lo riportiamo per esteso.

mercoledì 3 dicembre 2014

L'AMORE E L'ISTINTO - RUDOLF ALLERS

Sul numero 21 di Études Carmélitaines (pagg. 90-124), Rudolf Allers pubblica L’amour et l’instinct - Étude psychologique. Siamo nel 1936, Allers vive ancora a Vienna ove l'influsso nazionalsocialista inizia a farsi sentire, seppure lontanamente. Trascorreranno ancora due anni prima che Hitler "annetterà" al Terzo Reich quella che fu la capitale dell'Impero Austriaco, lo stesso periodo in cui Allers si trasferirà negli Stati Uniti per insegnare "psicologia metafisica" alla Catholic University of America. L'attenzione di Allers si rivolge ad un panorama culturale che sino a pochi anni prima era immerso nel Cattolicesimo (come egli stesso ci racconta nello studio sulla Leggenda di Freud), e che da alcuni decenni subiva un processo di secolarizzazione e scristianizzazione, nonché l'influsso di gruppi culturali differenti (come l'ebraismo - Sigmund Freud e Viktor Frankl erano ebrei - e il protestantesimo, seppure in misura ridotta - Alfred Adler aderì al protestantesimo proprio a Vienna). Gli studi tomisti compiuti a Milano - che gli avevano permesso di approfondire l'intuizione maturata durante la Prima Guerra Mondiale, ovvero il fatto che la filosofia tomista costituisse il punto di partenza per l'edificazione di una psicologia in sintonia con la filosofia e la Rivelazione - maturano nelle pubblicazioni degli anni trenta, in cui Allers utilizza i principi aristotelico-tomisti per smascherare alcuni presupposti erronei allora imperanti nella cultura specialistica e popolare. La visione psicoanalista, che dopo una iniziale reprimenda stava pian piano imponendosi nel panorama della psichiatria europea, assieme all'espansione delle filosofie positiviste e marxiste, aveva contribuito a creare alcune credenze erronee circa l'amore e la relazione tra i sessi. La principale di esse era l'identificazione dell'amore con l'istinto o, meglio ancora, la supremazia dell'istinto sull'amore. Una concezione fuorviante che, nonostante la denuncia dei cattolici, ha preso sempre più piede nella cultura del dopoguerra, sino a giungere a quella "rivoluzione sessuale" che solamente la teologia del corpo di Giovanni Paolo II ha saputo pienamente analizzare e contrastare. Il presente testo anticipa e si colloca lungo la traiettoria che troverà in Amore e responsabilità (Marietti, 1980) e Uomo e donna lo creò (Città nuova, 1985) pieno sviluppo.

giovedì 11 settembre 2014

IL SOGGETTO E I PERCORSI DI CURA - Medicina e Persona

Assieme agli amici di Medicina e Persona, in particolare il gruppo degli operatori psico-sociali, abbiamo organizzato un convegno che mette a tema le persone (il soggetto) nell'ambito terapeutico (i percorsi di cura). Ci saranno tre sessioni, la prima delle quali vedrà la partecipazione del professor Martin F. Echavarria, i cui scritti di psicologia cattolica sono stati in parte tradotti e pubblicati su questo blog.

venerdì 11 luglio 2014

LA TERAPIA DELLE MALATTIE SPIRITUALI DI DON PAULO RICARDO AZAVEDO

E' stata una sorpresa imbattermi nelle lezioni sulle malattie spirituali di don Paulo Ricardo Azavedo Junior, sacerdote brasiliano attivo in diversi progetti d'evangelizzazione culturale. Riprendendo l'insegnamento dei Padri della Chiesa (in particolare Evagrio Pontico) padre Paulo introduce in pochi minuti le cosiddette malattie spirituali e la loro terapia. Dalle sue parole si evince che il tema è di per sè abbastanza semplice: la philautia, o superbia, "l'amore di sé contro di sé", è il segno distintivo della natura umana decaduta, ossia della scelta di rivoltarsi contro l'ordine creato da Dio e Dio stesso, il peccato originale. Da essa derivano altri atteggiamenti, come la gastrimargia (o gola), la filargiria (o avarizia) e la cenodossia (o orgoglio). I Padri insegnano che per ogni malattia spirituale esiste una specifica terapia: continenza, temperanza, altruismo, umiltà, ecc. Ce n'è abbastanza per una vera e propria psicologia, in barba a chi dice che lo studio della mente nasce con Freud o con i laboratori di psicofisica. Ed è proprio nella congiuntura con la psicologia contemporanea che, a mio avviso, il discorso si fa più complesso: poiché la modernità ha operato una frattura ed una censura nei confronti del sapere medievale che risulta difficile l'integrazione tra la psicologia dei Padri della Chiesa e le concezioni contemporanee. Spetta agli psicologi cattolici recuperare questo prezioso contributo ed armonizzarlo con la odierna terapia. Per fortuna su questo tema specifico si sono già cimentati alcuni autori, come Jean-Calude Larchet, di cui in italiano sono disponibili l'imperdibile "L'inconscio spirituale" ed il corposo "Terapia delle malattie spirituali", ed il prolifico Anselm Grun, il quale ha edito un libricino semplice e riassuntivo che tratta più o meno degli stessi temi, con riferimenti junghiani: "Per vincere il male".Ringrazio padre Paulo per l'autorizzazione a riprendere i video nel nostro blog.